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Glossario
PH
In ogni acqua sono contenute piccole quantità di ioni idrogeno (
forma chimica: H+ ) e ioni ossidrile ( OH- ). La reazione acida,
alcalina o neutra di un'acqua dipende dalla concentrazione di
ioni idrogeno. Se in un' acqua ci sono più ioni idrogeno che
ioni ossidrile, l'acqua dal punto di vista chimico è acida, in
caso contrario è basica ( detta anche alcalina).
Il valore
pH
( proposto nel 1909 dal chimico danese Soerensen è correlato
alla concentrazione degli ioni idrogeno ( H+ ) nella soluzione
acquosa.
Dato che generalmente questa concentrazione è molto bassa si
preferisce riferirsi , invece che alla concentrazione stessa, al
suo logaritmo negativo –log(H+), detto "valore di pH " (per es.:
una concentrazione di 0,0000001 mol/l di ioni H+ corrisponde ad
un pH = 7).
Un valore di pH uguale a 7 sta ad indicare che la concentrazione
degli ioni idrogeno ( H+) è uguale a quella degli ioni ossidrile
( OH-).
Una soluzione neutra ha pH = 7, una soluzione basica ha pH > 7,
una soluzione acida infine ha pH < 7.
Il pH delle acque naturali è un elemento di giudizio molto
importante , valori molto più bassi o più alti dell'intervallo
consentito indicano un inquinamento rispettivamente da acidi o
da basi forti
CONDUCIBILITA'
Il dato di conducibilità indica con immediatezza il grado di
mineralizzazione delle acque.
Essa si esprime in microsiemens per cm (1µS/cm = 10-6
ohm-1x cm-1) e fisicamente corrisponde al
reciproco della resistenza offerta dall'acqua.
Se il valore è alto si tratta di un'acqua ricca di sali, se è
basso si tratta di un'acqua povera di sali povera.
La maggior parte delle acque ha una conducibilità compresa da
100 a 1000 µS/cm.
DUREZZA
La durezza dell'acqua è dovuta alla naturale presenza in essa
del calcio e del magnesio; quest'ultimo è normalmente presente
in concentrazione minore rispetto al calcio.
In relazione al concetto di durezza si ritrovano frequentemente
le seguenti espressioni:
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Durezza totale
è la durezza propriamente detta: essa può essere espressa in
gradi francesi °F ( 1°F=10 mg/l CaCO3 ) o in gradi tedeschi
D (1°D=10,0 mg/l CaO).
I valori consigliati sono compresi tra 15 e 50 °F che
corrispondono a 8 e 28 gradi tedeschi.
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Durezza temporanea o carbonatica
è quella frazione della durezza totale che può essere
allontanata dall'acqua con un'ebollizione prolungata; in tal
modo gli ioni Ca e Mg si legano ai Carbonati e formano un
composto insolubile che precipita. Tale valore dipende
evidentemente anche dalla concentrazione iniziale dei
Bicarbonati presenti.
-
La frazione di durezza residua dopo questa operazione è
detta
durezza permanente o non carbonatica
ed è dovuta alla presenza di anioni diversi dai Bicarbonati,
e cioè principalmente Solfati, Nitrati, Cloruri e Fluoruri.
Un’ elevata durezza dell’acqua ( > 30°F o > 17°D) provoca
incrostazioni di calcare nelle tubazioni, in particolare negli
impianti di riscaldamento, e richiede nel lavaggio della
biancheria un elevato consumo di detersivi, mentre al contrario
un'acqua molto dolce (< 10°F o < 4°D) puó diventare corrosiva
per le tubazioni metalliche.
ALCALINITA' CARBONATICA (CO3) E BICARBONATICA (H CO3)
L'alcalinità in generale si riferisce all'insieme delle sostanze
che reagiscono con un acido.
Nelle acque naturali queste sostanze sono costituite per la
massima parte da carbonati e bicarbonati.
I carbonati e i bicarbonati hanno un effetto stabilizzante sul
pH dell'acqua, si parla in questo caso di potere tampone.
Carbonati, bicarbonati e anidride carbonica che forma l'acido
carbonico, sono in equilibrio tra loro dipendentemente dal pH
dell'acqua. In un'acqua con pH = 7 ad esempio si ha circa il 20%
di anidride carbonica e circa l’80% di bicarbonati mentre i
carbonati sono praticamente assenti.
Con un pH = 8,5 nell'acqua si trovano solo bicarbonati, ad un pH
maggiore di 8,5 aumenta la quota dei carbonati a sfavore dei
bicarbonati. Come descritto nel paragrafo "durezza" l'alcalinità
bicarbonatica è collegata alla durezza carbonatica. Un'acqua
dura con un elevato contenuto di bicarbonato, se scaldata, causa
depositi incrostanti (ad esempio negli impianti di
riscaldamento)
NITRATI
I nitrati, i nitriti e l’ammonio sono ioni che fanno parte del
ciclo dell'azoto che si svolge in atmosfera e nel terreno. Nelle
acque superficiali e sotterranee i livelli naturali di nitrati
sono di pochi milligrammi per litro, mentre i nitriti e
l’ammonio sono generalmente assenti.
Un aumento della concentrazione dei nitrati nell'acqua è spesso
associato all'attività agricola ( uso di fertilizzanti azotati).
CLORURI
I cloruri nell'acqua derivano dalla composizione dei suoli, da
scarichi industriali e urbani, dall'uso del sale utilizzato per
sciogliere il ghiaccio sulle strade.
Concentrazioni eccessive di cloruri in un'acqua, soprattutto se
associati a valori di pH acido, accelerano la corrosione dei
metalli nelle reti di acquedotto.
FLORURI
Generalmente nelle acque i livelli di fluoro sono inferiori a
1,5 mg/l ma in aree geologiche particolari le acque sotterranee
possono contenerne fino a 10 mg/l.
SOLFATI
I solfati sono anioni non tossici e largamente diffusi. La
presenza dei solfati nelle acque deriva da numerosi minerali,
soprattutto depositi di gesso (?). In quantitá superiori a 250
mg/l conferiscono un sapore amaro all'acqua.
ANTIMONIO
È un metalloide. I sali di antimonio e i suoi complessi organici
si trovano in bassi livelli negli alimenti e nell’acqua.
Nell’acqua potabile la concentrazione di antimonio è
generalmente inferiore a 4 µg/l.
Il valore di parametro per questo elemento nell’acqua potabile è
stato stabilito in 5 µg/l.
PIOMBO
È un metallo pesante. Nelle acque potabili puó essere presente
per cessione dalle tubature in piombo (ormai quasi abbandonate,
soprattutto nelle nostre zone), o come risultato della sua
dissoluzione da fonti naturali. La nuova normativa ha ridotto il
valore di parametro a 10 µg/L (da raggiungersi comunque
nell’arco di alcuni anni).
ARSENICO
È un metalloide ampiamente distribuito nella crosta terrestre; è
presente nei corpi idrici a causa del naturale fenomeno di
erosione e solubilizzazione delle rocce provocato dall’acqua
piovana che percola nel terreno e raggiunge la falda. Il valore
di parametro per l’acqua potabile è stato ora stabilito in 10
µg/L.
SELENIO
È un metalloide ed esiste in natura in svariate forme. I livelli
di selenio nelle acque potabili variano a seconda delle aree
geografiche, generalmente essi sono comunque molto inferiori a
10 µg/L che è il valore di parametro stabilito dalla legge.
FERRO
È un metallo, ed è uno dei principali componenti della crosta
terrestre. Puó essere presente nell’acqua potabile anche come
risultato dell’uso di flocculanti negli impianti di trattamento
per la produzione di acqua potabile, o della corrosione delle
condotte in acciaio e ghisa durante la distribuzione dell’acqua.
Il ferro è considerato un elemento indesiderabile, in quanto giá
una concentrazione di circa 0,3 mg/L conferisce all’acqua una
colorazione giallina e un sapore sgradevole (metallico), pur non
presentando elevata tossicità per l’organismo umano. Il valore
di parametro è di 200 µg/L.
MANGASENE
È uno fra i metalli piú abbondanti presenti nella crosta
terrestre e generalmente si trova assieme al ferro. Nelle acque
sotterranee e in quelle superficiali povere d’ossigeno la
concentrazione di manganese disciolto puó essere elevata.
Un’acqua con queste caratteristiche non presenta, in generale,
rischi sanitari, tuttavia le caratteristiche organolettiche
risultano sgradevoli. Il valore di parametro è di 50 µg/L.
RAME
E´ un metallo rossastro. Per le sue caratteristiche il
rame è diffuso nell’impiantistica idrotermosanitaria e nella
rubinetteria. Normalmente il rame è presente nell’acqua potabile
in quantità molto basse; la corrosione delle tubature di rame
puó provocare un notevole innalzamento della concentrazione di
questo elemento. Concentrazioni elevate di rame (sopra i 5 mg/l)
possono conferire un sapore amaro all’acqua. Il valore di
parametro è di 1.0 mg/L.
ZINCO
È un metallo che nell’acqua potabile si trova sotto forma di
sali o complessi organici. L’acqua aggressiva puó scioglierne
notevoli quantitá dalle tubazioni zincate. In quantità superiori
a 2 mg/L l’acqua assume sapore sgradevole e diviene torbida.
Studi condotti sull’uomo indicano per lo zinco l’assenza di
effetti tossici, per tale motivo la legge non prevede un valore
di parametro.
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